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In un’intervista per Dazed, Central Cee risponde alle domande inviate dai fan su temi che vanno dalla famiglia all’amore, dai social media all’astrologia. Il tono è diretto e personale: emerge una figura disciplinata, cauta nelle emozioni ma consapevole del proprio percorso.
Famiglia e la reazione alla fama
Central Cee si dichiara grato per la sua famiglia, riconoscendo che come in molte famiglie ci sono drammi. Osserva però che spesso i litigi nascono per motivi superficiali, per esempio quando un membro della famiglia diventa ricco o famoso. Nonostante questo, sottolinea che i parenti non gli hanno mai chiesto nulla di concreto; quando è arrivato il successo, molti hanno provato un orgoglio aggiuntivo.
All’inizio sua madre era preoccupata e gli ha ripetuto di «stare bene», ossia di gestire la situazione e prendersi cura di sé. Oggi, secondo lui, la musica non sarebbe la causa di un suo eventuale crollo mentale: se dovesse succedere, piuttosto sarebbe per questioni legate alle relazioni sentimentali, non per la carriera.
Origini, ispirazione e primo approccio con la musica
La mancanza di mezzi è stata una delle motivazioni principali che lo ha spinto a fare musica. Central Cee parla di un passato segnato dalla privazione; la musica, per lui, è stata inizialmente uno sfogo, un modo per sfogare tristezza e frustrazione. Quando ha cominciato a rappare era molto giovane e non conosceva nulla del lato business o di come si registra una canzone: era qualcosa di istintivo, un veicolo per esprimere sentimenti personali.
Riguardo ai ricordi d’infanzia ammette di non pensarci spesso: non ha veri e propri aneddoti nostalgici pronti, e il richiamo a quei tempi lo sorprende un po’. Col tempo ha capito che da giovane si comportava in modo spensierato e a volte anche incurante dell’accettazione altrui.
Cosa fa fuori dalla musica
La vita privata di Central Cee è sorprendentemente semplice e casalinga: non gioca ai videogiochi, non guarda molta TV, non beve né fuma e non esce spesso. Gran parte del suo tempo libero lo passa sul telefono, in particolare sui social. Condivide i propri dati di utilizzo: circa sei ore e cinquanta al giorno su Instagram, sei ore e quarantasei su WhatsApp e cinque ore su TikTok. Specifica però che se è su WhatsApp non significa che stia parlando a vanvera: usa le piattaforme in modo selettivo.
Il ruolo dei social media nella sua crescita
Per Central Cee i social hanno avuto un impatto totale sulla sua carriera. Dice di averli sfruttati al massimo, usando ogni piattaforma in modo diverso: il personaggio che mostra su TikTok non è lo stesso che mostra su Instagram, né quello che appare su Spotify. Per lui Internet è in parte una cosa da non prendere troppo sul serio, quasi una «gag»: se i social venissero tolti, è convinto che troverebbe comunque una strada per farsi vedere.
Gestire le emozioni e combattere il blocco creativo
Di fronte alle emozioni difficili, tende a chiudersi e a isolarsi. Si definisce in parte “senza emozioni” e ammette che, quando teme di potersi comportare male in un contesto, semplicemente non si presenta; questo riflette un’autodisciplina che applica anche al lavoro.
Per superare il blocco creativo può passare mesi senza pensare alla musica: non frequenta lo studio di registrazione ogni giorno, anzi riesce a stare anche sei mesi lontano dalla produzione. In quei periodi preferisce ascoltare musica pop o vivere la vita reale — «touch grass», come dice — piuttosto che forzare il processo creativo in studio.
Letture, apprendimento quotidiano e astrologia
Non è un lettore di saggi o testi «intellettuali»: confessa di aver letto principalmente Diary of a Wimpy Kid. Tuttavia apprende molto dalle conversazioni quotidiane: piccoli input ricevuti parlando con tante persone ampliano inconsciamente il suo vocabolario e le sue idee.
Riguardo all’astrologia, pur non avendo credenze personali forti, riconosce che la lettura del suo tema natale—con molte posizioni in Gemelli su sole, Mercurio, Marte e medium coeli—sembra rispecchiare alcuni aspetti del suo carattere. Suggerisce però che molte descrizioni astrologiche sono scritte in modo tale da poter ricondurre a chiunque.
Sulla manifestazione è scettico: dice di aver «manifestato» relazioni sentimentali, ma non apprezza l’uso del termine senza un riscontro pratico. Per lui la manifestazione va affiancata al lavoro duro.
Relazioni, amore e cosa cerca in un partner
Quando gli si chiede cosa cerca in una compagna, la risposta è semplice: autenticità e onestà. Vuole qualcuno di «reale», con energie concrete nella vita quotidiana, ma a volte apprezza anche gesti pratici come qualcuno che gli faccia la valigia o prepari la colazione. È in fase di apprendimento rispetto ai linguaggi dell’amore; ammette che spesso il suo modo di dimostrare affetto si traduce in comprare cose, una forma di pigrizia a cui sta riflettendo.
«Ho detto a persone che le amo, e le amo… ma non so esattamente cosa intendi per ‘amore romantico’. Dovrò capirlo un giorno».
Riconosce di aver provato amore e di averlo espresso in passato, ma non ha ancora una definizione chiara del concetto di amore romantico così come viene comunemente inteso.
Percezioni pubbliche e progetti futuri
Secondo lui una delle idee sbagliate su di lui è che sia un donnaiolo seriale o un «cheater». Contrasta questa immagine, dicendo che in realtà si vede più come un «lover boy» piuttosto che come il tipo che gli altri pensano.
Guardando al futuro, in dieci anni si immagina con dei figli e impegnato a prendersi cura della sua famiglia. Desidera una vita semplice: avere un unico compound, coltivare il cibo, mangiare ciò che produce e non dover spostarsi troppo. L’idea è quella di una quotidianità tranquilla, centrata sulla famiglia.
Senso della vita e stato d’animo attuale
Alla domanda sullo scopo della vita risponde con pragmatismo: per lui lo scopo è riprodursi e costruire una buona famiglia. Non complica la risposta: avere figli e una famiglia felice è la finalità principale.
Infine, quando gli viene chiesto se è felice, la sua risposta è positiva e dimessa: «Sono felice. Potrebbe andare peggio». Una risposta che riassume l’equilibrio tra realismo e soddisfazione personale.



