Il mastering audio non risolve

i problemi del suono e del mix

Il mastering crea la pasta finale del mix e smussa gli angoli, non crea suono e non migliora la qualità della registrazione

mastering 2 - Mastering audio -
A cosa serve

Il mastering audio
questo sconosciuto

Il Mastering audio ha fondamentalmente due scopi:
Amalgamare i brani presenti su un album (a meno che non si tratti di un singolo brano) decidendone la scaletta, le pause tra i brani e uniformandone i volumi, la risposta in frequenza e l’immagine stereofonica.
Ottimizzare la resa sonora dei brani rispetto al supporto su cui verrà stampato l’album (cd, DVD, vinile o altro) facendo sì che il disco riesca a suonare al meglio su qualsiasi supporto venga riprodotto.

Origini

La storia del mastering audio

Il Mastering audio non sarebbe mai stato possibile senza l’invenzione del nastro magnetico prima, e del digitale poi. Queste due tecnologie hanno permesso l’editing dell’audio registrato successivamente alla registrazione, ovvero hanno dato vita alla postproduzione. Nei tardi anni 1940 l’invenzione del nastro magnetico rivoluzionò il mercato discografico. I brani, dopo essere stati registrati venivano trasferiti con pochissima perdita qualitativa su un altro nastro stereo o mono. Prima di creare il master definitivo era possibile sottoporre l’audio ad un ulteriore trattamento dinamico e frequenziale. Si cominciò a notare che questi trattamenti, se propriamente eseguiti da un esperto ingegnere di mastering, potevano influenzare fortemente la bellezza del suono di un disco e, quindi, il suo successo commerciale.

mastering 1 - Mastering audio -

Prima del master

Mix semplice ottimizzato ed esportato da ProTools su traccia stereo wav.

Con master

Traccia finale con applicati i controlli di dinamica, equalizzazione, spazializazione e limiting.

I due approcci al mastering audio

Tradizionale e Stem

Mastering tradizionale

Nelle situazioni più comuni il tecnico di mastering si trova ad operare su una traccia stereo già mixata e quindi con alcuna possibilità di modificare i livelli delle singole tracce che fanno parte del mix. Si provvederà pertanto ad ottimizzare:

  • le curve di equalizzazione
  • rimozione rumore di fondo eventualmente
  • espansione stereofonia
  • processamento del dither per il mastering
  • analisi correlazione di fase
  • interventi sulle dinamiche e limitazioni
Stem mastering

Ci si trova in presenza di più file stereo, sotto insiemi del mix generale. Avere la possibilità di regolare le sezioni vocali, ritmiche, archi, tastiere indipendendemente e durante la sessione di mastering audio.

Si ampliano così le possibilità di affrontare mix che non convincono e non sono quindi recuperabili ed ottimizzabili durante le sessioni di mastering.

Il nostro approccio

La visione olistica

Quando possibile preferiamo eseguire il mastering con il mix aperto in piena sessione. Questo permette di raggiungere risultati di pasta e ottimizzazione delle frequenze impensabili alle due tipologie di mastering precedentemente menzionate.
Ovviamente non sempre si ha la possibilità di avere un mix aperto e gestibile ma riteniamo sia la situazione ottimale per la completa riuscita della produzione di un brano musicale.

Non è fondamentale avere un’apparecchiatura milionaria per fare un buon mastering audio. E’ necessario possedere esperienza, volontà e tenacia, una buona conoscenza musicale e soprattutto un’ottima conoscenza del proprio impianto di ascolto di riferimento.

https://www.youtube.com/watch?v=a9xJyQvQdq4

Tutto ebbe origine

dai nastri.