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Il format: riconoscere gli artisti ascoltando le tracce
Nell’episodio di Track Star* Jason Momoa partecipa a un gioco semplice ma rivelatore: gli vengono fatte ascoltare delle canzoni tramite cuffie e deve indovinare l’artista. Il tono è subito informale e scherzoso: Momoa mette in chiaro che la musica può essere molto forte («it can get loud out here») e fa notare con umorismo che potrebbe non aver bisogno delle cuffie grazie alla sua voce profonda.
Black Sabbath: una passione profonda
Tra i brani proposti, Momoa riconosce subito «Iron Man» e dichiara Black Sabbath come la sua band preferita: «È il mio battito cardiaco. Li amo con ogni fibra della mia anima». Racconta di come sia arrivato a loro passando per Metallica: la scoperta del metal gli è stata innescata dai video su MTV e da band come Metallica, che poi gli hanno aperto la strada verso i gruppi più datati.
Influenze giovanili: Motown, skate e rock
Momoa descrive una crescita musicale eterogenea: è stato cresciuto da una madre single che lo ha introdotto a Motown, blues e jazz, mentre lo skateboarding gli ha fatto scoprire funk e rock alternative come Primus e Red Hot Chili Peppers. Quella miscela di radici soul e scoperte successive ha contribuito a formare il suo gusto personale.
Metallica e i grandi album
Parlando di Metallica, Momoa cita i primi dischi come colonne portanti del suo amore per il metal: nomina Kill ‘Em All, Ride the Lightning e Master of Puppets come riferimenti fondamentali. A chi gli chiede se li abbia visti dal vivo risponde con naturalezza: li ha visti live e li considera «miei amici», segno del rapporto profondo con la band.
Rage Against the Machine, Alice in Chains e l’era grunge
Altri riconoscimenti arrivano per Rage Against the Machine («quel disco era fuori dal mondo») e Alice in Chains: Momoa indica brani come «Rooster» e «Nutshell» come esempi perfetti del grunge, sottolineando quanto la scena di Seattle sia stata fortunata e influente.
Nine Inch Nails, Tool e il rispetto per i maestri
Tra i commenti più appassionati ci sono quelli dedicati a Nine Inch Nails («Trent Reznor, genio») e a Tool: Momoa loda il gruppo per la precisione matematica e definisce il batterista «il migliore del mondo». Suggerisce anche brani come «Ticks & Leeches» di Tool per chi vuole approfondire.
Korn, The Misfits, Helmet e altre preferenze
La conversazione tocca anche altre band come Korn — cui Momoa riconosce un ruolo importante nella sua generazione musicale — The Misfits e Helmet, mostrando la varietà dei suoi gusti e la capacità di apprezzare sia il metal più estremo sia il punk e l’alternative.
Momoa musicista: il basso e il blues del Delta
Oltre a essere ascoltatore appassionato, Jason Momoa suona il basso. Spiega di amare lo slide e il blues del Mississippi Delta: cita nomi storici del genere come Robert Johnson, Son House e Bukka White come parte della sua formazione musicale personale. Questa inclinazione verso il blues si combina con il suo amore per il rock e il metal, creando un panorama sonoro molto personale.
Musica e famiglia: il figlio e le preferenze pop
Momoa racconta un aneddoto familiare: suo figlio ama i Backstreet Boys e qualche canzone pop degli anni 90, e lo fa anche per ribellione. Questo scambio generazionale mostra come la musica, per la sua famiglia, sia un linguaggio variegato che comprende sia i classici del rock sia il pop più commerciale.
Atmosfera dell’intervista: energia, ironia e semplicità
L’intervista si svolge in un clima di grande complicità e leggerezza: battute sul taglio di capelli, sul look da rocker e sulle abitudini del protagonista si alternano a momenti di sincera passione musicale. Alla fine Momoa ringrazia e apprezza l’esperienza, definendola divertente e spontanea, mentre i conduttori si dicono entusiasti dell’ospite.
Tracce citate nell’episodio
- Iron Man — Black Sabbath
- For Whom the Bell Tolls — Metallica
- Killing In the Name — Rage Against the Machine
- Rooster — Alice In Chains
- Closer — Nine Inch Nails
- Sober — TOOL
- The Trooper — Iron Maiden
- Freak On a Leash — Korn
- Last Caress — The Misfits
- Unsung — Helmet



