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Registrazioni: dalla “cave” a Nashville
Post Malone descrive il processo di registrazione del nuovo album F-1 Trillion come un mix tra sessioni informali e giornate intense in studio. Gran parte del lavoro è iniziata in quella che chiama “the cave”, dove si registravano bozze molto grezze, per poi trasferirsi a Nashville e rifinire il tutto con musicisti e arrangiamenti dal vivo.
Il metodo è stato spesso frammentato: viaggi di breve durata, una o due settimane alla volta, attorno agli altri impegni di Post. Questo approccio ha permesso di concentrare le energie sui momenti creativi pur mantenendo una dimensione rilassata e sociale intorno alla scrittura e alla registrazione.
Come funziona una “band day” e i musicisti di sessione
All’inizio Post non sapeva esattamente come funzionasse una “band day” o il lavoro dei session musicians. Racconta lo stupore nel vedere Derek (probabilmente Derek Wells o un arrangiatore) prendere un voice memo e riuscire a trascriverlo e chartarlo in modo immediato, per poi far suonare ai musicisti la parte come se fosse sempre esistita.
Nomina con ammirazione Larry Franklin, Paul Franklin, Derek, Craig, Dave Cohen e Aaron Sterling: figure che hanno trasformato idee cantate o immaginate in linee di fiddle, steel o altri interventi strumentali. In particolare Larry Franklin viene descritto come un «genio» e «un dio tra gli uomini» per la sua capacità di interpretare e arricchire idee melodiche con strumenti tradizionali.
Collaborazioni, scrittura collettiva e l’atmosfera in studio
La scrittura dei brani è stata molto collettiva: sessioni notturne che duravano fino alle sei del mattino, con molti autori e amici che entravano e uscivano dallo studio. Post parla di Luke, Mo, Hardy e altri che hanno contribuito, a volte anche solo per jam o per stare insieme, più che per scrivere formalmente.
Ha recuperato anche collaborazioni passate, come con Chuck Handsome, con cui aveva lavorato all’inizio della sua carriera. L’atmosfera era spesso informale: birre, prove, idee lanciate a voce e sperimentazione libera. Questo ha generato non solo canzoni, ma anche nuove amicizie e un senso di comunità creativa.
Influenze familiari e la passione per la musica
Un elemento centrale nella conversazione è l’influenza del padre di Post, che faceva il wedding DJ e aveva una cultura musicale molto ampia. Il padre metteva di tutto: dal country tradizionale (Hank, George, Conway) ai successi degli anni ’90, passando per rap e metal. Questa mescolanza ha formato il gusto e la curiosità musicale di Post, rendendolo aperto a sonorità diverse e alla contaminazione tra generi.
Le canzoni: versi che colpiscono e temi ricorrenti
Tra i versi che Post cita come preferiti c’è una prima riga molto potente: «I found God looking for the devil», tradotta in italiano come «Ho trovato Dio cercando il diavolo». È il verso presente nella traccia con Lainey, che lui definisce eccezionale.
«Ho trovato Dio cercando il diavolo.»
Altri brani a cui si sente legato includono “nose dive”, che lo emoziona profondamente, e canzoni che alternano leggerezza a temi più oscuri: anche versi estremi come «if I murder someone for you, will you hide my gun?» (se uccidessi qualcuno per te, nasconderesti la mia pistola?) vengono spiegati come metafore sull’amore, la lealtà e il chiedersi quanto si possa contare su qualcuno. Post sottolinea che si tratta di immagini narrative e non di dichiarazioni letterali.
Lavorare con icone: Tim McGraw e Dean Dillon
Post ammette di essersi sentito intimorito da alcune collaborazioni: lavorare con Tim McGraw lo ha messo in soggezione, in parte per il carisma e l’aspetto quasi cinematografico di McGraw, ma anche per la sua gentilezza. Allo stesso modo, scrivere con Dean Dillon è stato un momento significativo, una esperienza che ha amplificato il senso di meraviglia nel capire come funzionano certe dinamiche nello studio country di alto livello.
Una nuova stagione di vita: paternità e felicità
Un tema ricorrente è lo stato personale di Post: ha un bambino di due anni ed è entrato nei 29 anni con una nuova calma e consapevolezza. Dice di non essere più triste come in passato, di prendersela con più calma e di apprezzare il lavoro e le nuove amicizie nate a Nashville.
Questa serenità si riflette anche nelle esibizioni dal vivo — come lo show a Stagecoach menzionato nell’intervista — e nella sensazione generale del disco, che lui definisce divertente e autentico, anche quando affronta temi più oscuri.



