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RM torna sulla cover di Rolling Stone
RM è tornato sulla cover di Rolling Stone e parla francamente dello stato d’animo che lo accompagna in questo momento di transizione per i BTS. Dice che, se la band smettesse di interrogarsi e di sfidarsi, non vedrebbe più motivo di proseguire insieme. Per lui è fondamentale mostrare al mondo che il gruppo è ancora in movimento, che sta esplorando e cercando nuove cose, ma sente anche la necessità di spingersi sempre più oltre: «Questo non è ancora abbastanza».
Crisi esistenziali, ansie e contraddizioni quotidiane
RM descrive la sua vita emotiva come un’alternanza continua tra entusiasmo e paura. Parla di una sorta di mini-crisi esistenziale che gli capita spesso: vorrebbe mostrarsi sicuro e pronto, ma ammette di avere ancora molte paure. Racconta di avere notti piene di stress e sogni ansiosi che si alternano a momenti di gioia intensa, uno stato che lo accompagna fino al risveglio.
Oggi preferisce le mattine, quando un caffè e l’inizio del giorno gli danno buonumore; la sera, invece, può sentirsi depresso e triste. È curioso notare come una volta fosse esattamente l’opposto: anni fa lavorava di giorno e amava la notte, la solitudine e le passeggiate per le strade deserte che gli davano conforto e ispirazione.
La riscoperta della musica durante il servizio militare
Durante il servizio militare RM ha ascoltato molti album e dice di essersi innamorato ancora di più della musica. Racconta che certe canzoni e certe frasi diventano salvifiche nei momenti di difficoltà. Ad esempio, una traccia di Tyler con Tizo Touchdown (nel racconto di RM la parola che lo colpiva era «forever») gli è rimasta particolarmente impressa: cantare quel verso lo aiutava a superare la sensazione che quel periodo durasse per sempre.
Menziona anche l’album di Dijon, che lo ha colpito per la produzione, e un brano di Joji intitolato «Passed Won’t Leave My Bed». RM ha controllato anche il suo Spotify Wrapped: ha ascoltato l’album di Dijon per oltre 500 minuti, segno di un legame profondo con quella musica in quel periodo.
Confusione e ricerca dell’identità dei BTS
Il successo globale di brani come “Butter” e “Permission to Dance” ha lasciato RM con domande sull’identità del gruppo: «Mi ha confuso» diceva a proposito di quel momento. Anche se ha avuto tempo per riflettere, ammette di non avere tutte le risposte e che forse è giusto che sia così. Per RM, un musicista dovrebbe parlare con la propria musica più che con spiegazioni verbali; le sue parole e i dischi sono testimonianze che potrà rileggere in futuro.
Per lui le 14 tracce del nuovo progetto possono essere una risposta sfocata, non definitiva, a chi si chiede cosa siano i BTS nel 2026. Nell’album ha cercato di esprimere temi più universali — amore, dolore, nostalgia, mancanza — estendendo esperienze personali a sentimenti condivisibili dal pubblico. RM sente che questo momento è un nuovo inizio per la band: pur ritrovando qualcosa dell’energia iniziale — quella carica rap e ribelle — il gruppo è più maturo e orientato verso un nuovo capitolo della propria carriera.
Il lavoro solista e la natura contraria di RM
Ascoltando i lavori solisti di RM, come Indigo e Right Place, Wrong Person, si percepisce un artista che avrebbe potuto avere un percorso differente se i BTS non fossero mai esistiti. RM si definisce spesso una persona «anti» — quando tutti dicono sì, a lui viene voglia di dire no — e quel tratto emerge nelle sue scelte artistiche. Nei BTS ha imparato a svolgere un ruolo, a essere a volte rassicurante perché sanno che molti giovani li osservano; da solista, invece, sente di potersi permettere di essere più diretto e di dire certe cose che con il gruppo sarebbe stato difficile esprimere.
RM ricorda di aver cominciato la musica per strada, con il rap, e di non riuscire a resistere a quel richiamo. Pur apprezzando la musica pop contemporanea e seguendo le classifiche per semplice piacere, sente il bisogno di scavare più a fondo e di esplorare i margini, «vedere i bordi di questo mondo». Per lui i progetti solisti hanno anche il vantaggio pratico di poter esprimere idee senza dover pensare esclusivamente alle dinamiche economiche o ai numeri: questo gli ha permesso collaborazioni con artisti che ammira, citando nomi come Little Sims e Monster Somni nel racconto dell’intervista.
Registrare il presente per poterlo rileggere
RM vede interviste e articoli come registrazioni della sua esperienza emotiva in un dato momento della vita. Dice che questo incontro con Rolling Stone sarà qualcosa che potrà rileggere tra anni, magari a 50 anni, per vedere come si sentiva a 31: un documento del suo stato d’animo, delle sue paure, delle sue convinzioni e dei suoi tentativi di dare un senso alla vita e alla musica.
La trascrizione dell’intervista si interrompe mentre RM sta per affrontare un altro tema, pertanto il discorso resta parziale ma significativo: emerge la volontà di non smettere di sfidarsi, il desiderio di esplorare nuovi orizzonti artistici e la consapevolezza di convivere con una tristezza essenziale che però non esclude la gioia di vivere.



