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L’incontro sul Visionaries Stage
Prima dell’esibizione inaugurale di Gunna sul Visionaries Stage, will.i.am lo ha invitato per un’intervista in cui si è parlato di nuovo album, hit, processo creativo e viaggio personale verso il successo globale. Gunna ha sottolineato di concedere raramente interviste e ha apprezzato il gesto: ha dichiarato che probabilmente non l’avrebbe fatto se non fosse stato per will.i.am, e che questo gli ha fatto piacere.
Radici ad Atlanta e formazione artistica
Gunna si definisce «discendente» della scena trap del sud di Atlanta, in particolare della zona del South Side e di College Park. Racconta che la cultura di Atlanta e gli artisti OG, come Outkast, lo hanno formato fin da giovane. Anche dopo essersi spostato in città e aver vissuto altre esperienze, molti dei tratti che lo identificano sono rimasti legati a quelle radici.
Per lui l’originalità parte dall’essere se stesso: fin da bambino amava vestirsi in modo particolare, aggiungere il suo tocco personale alle cose e «dare il suo due centesimi». Questo differenziare il proprio stile, anche in un panorama dove «nulla è realmente nuovo», è ciò che rende un artista riconoscibile: prendere qualcosa di esistente e farlo diventare «il mio modo».
Supporto familiare e determinazione
Gunna ha avuto il sostegno della famiglia nel seguire la carriera musicale. Racconta che la madre e il padre lo hanno sempre supportato, ma lo avevano anche incoraggiato ad avere un piano B: «Ti supporto in tutto, ma devi avere un piano di riserva». Oggi, dice Gunna, sua madre è felice che lui non abbia ascoltato quel consiglio nel senso di abbandonare la sua strada artistica: è contenta che lui sia rimasto fedele al suo percorso.
Un’era di «allineamento» personale e creativo
«Direi allineamento, perché sono allineato con tutto personalmente e creativamente.»
Gunna definisce la fase attuale della sua vita come un periodo di allineamento: la musica che crea rispecchia ciò che sta vivendo in quel momento. Per lui non esiste una netta separazione tra vita personale e lavoro creativo: quello che succede nella quotidianità entra naturalmente nella musica.
Moda, suono e immagine sono elementi che «meshano» — si combinano — e per Gunna è importante che un brano abbia anche una visione, altrimenti secondo lui non si percepisce appieno il pezzo. Le parti visive, i look e il lifestyle diventano parte integrante della comunicazione artistica.
Processo creativo: melodia, cadenza e spontaneità
Il punto di partenza per Gunna è quasi sempre la melodia e la cadenza: se trova una buona melodia, costruisce attorno a quella e spesso le parole emergono durante il freestyle su quella cadenza. Non scrive testi su carta nella fase iniziale: preferisce «vivere» il brano, ascoltarlo ripetutamente e individuare le parti che funzionano per poi svilupparle.
Questa modalità è per lui la forma più libera e naturale di creazione, perché risponde in tempo reale a ciò che sente. Quando registra, non entra con l’obiettivo predeterminato di fare una hit; piuttosto, segue lo stato d’animo del giorno: se è di umore up-tempo, nasceranno brani energici, altrimenti sceglie brani più adatti al suo mood.
Ruolo nella produzione e approccio al tocco sonoro
Gunna spiega di non occuparsi spesso della produzione in senso tecnico: quando dà un contributo alla produzione, solitamente indica un suono da aggiungere o suggerisce un elemento. Ultimamente sta sperimentando di più inserendo personalmente suoni, ma non ha ancora pubblicato una traccia che possa dire di aver toccato interamente da un punto di vista produttivo. In alcuni casi, il suo coinvolgimento è più di tipo creativo e di direzione sonora piuttosto che tecnico.
Visuals, lifestyle e la collaborazione con Daniel Arsham
Per le immagini del prossimo album, Gunna anticipa che i visuals mostreranno più aspetti della sua vita quotidiana e del suo stile di vita: non soltanto il suo volto, ma attimi reali e gusti personali. Il suo creative director Spike Jordan gli ha suggerito il lavoro di Daniel Arsham; Gunna, già fan dopo aver acquistato un pezzo prodotto in collaborazione con Dior, ha contattato direttamente Arsham e la collaborazione è nata da lì.
Gunna è interessato anche all’idea di curare mostre d’arte: immagina di riunire artisti che apprezza, far realizzare opere, invitare amici e collezionisti e ricavare commissioni. È un modo, dice, per mettere i suoi soldi a lavorare e supportare l’arte che gli interessa.
Intelligenza artificiale: curiosità e cautela
Gunna dichiara di essere curioso sull’intelligenza artificiale e di «fregarci» con essa, ma sta entrando in modo graduale: non è totalmente hands-on, ma non si oppone e intende esplorare l’AI con calma. Prevede che nei prossimi cinque anni ci sarà una trasformazione profonda e ipotizza che entro il 2030 possano esistere artisti completamente generati dall’AI, in grado di produrre, scrivere, ballare e apparire nei video.
Lo scenario lo spinge a pensare alla necessità di confrontarsi con questi nuovi strumenti: se l’AI diventerà capace di creare contenuti musicali competitivi, l’approccio potrebbe essere quello di collaborare o trovare il proprio spazio creativo rispetto a queste novità.
Come nascono le hit e l’esempio di “Pushing P”
Gunna racconta di non entrare in studio con la mentalità di dover creare una hit: la canzone nasce da come si sente in quel momento e dalla combinazione di beat, melodia, cadenza e flow. Solo quando il pezzo è completato e «digerito» capisce se ha la forza per diventare una hit e come posizionarlo all’interno dell’album o del progetto.
Riguardo a espressioni e slogan diventati virali, cita esempi come «beachfront property» o frasi tipo «fuck you mean» che funzionano come slogan, magliette o sticker: sono idee semplici ma potenti che prendono vita grazie all’estetica complessiva del brano. Sul successo di “Pushing P” riconosce che la canzone è il risultato di più elementi culturali ed estetici che si sono messi insieme: beat, melodia, cadenza e feeling collettivo.
Il ritorno live dopo l’incarcerazione
Gunna ricorda con emozione il primo concerto dopo esser stato incarcerato: la sua prima esibizione a New York fu sold out, un momento che considera tra i più belli e indimenticabili. Per lui è la conferma di quanto i fan lo sostengano e del valore del rapporto con il pubblico.



